Smorfia


La mia è una storia vera.
Comincia un anno fa circa con l'arrivo di Black nella mia vita e nel mio piccolo monolocale! In un fatiscente "animalile" del nord italia, io cercavo lui e lui trovava me: amore a prima vista. In quel putrido posto una donna non ha espressioni umane sul viso duro. E' gelida, scortese, arrogante ed a tratti cattiva. A quei poveri cani, incattiviti dal luogo e già provati da vite difficili, non una carezza o un qualsivoglia gesto d'umanità. Sporchi e disperati urlano impazziti da dentro le loro luride e tristi gabbie.Chiedono con tutto il loro grande cuore di poter andar via perchè hanno bisogno d'amore. Il mio cuore è chiuso in una morsa, ma scappo tenendo stretto al mio petto Black. Mi giro solo una volta mentre quella donna, non degnandomi nemmeno d'un saluto, sbatte il cancello. Le dico solo una cosa "faccia un altro mestiere" Il forte rumore dello sbattere di quel cancello di ferro spaventa Black e tutti i suoi piccoli amici rimasti tra le grinfie di quella megera. Black si rivela un tesoro di cane, cosi decido di adottarne un altro. Giro da un canile all'altro di questo "famoso nord italia", C'è chi ti vuol propinare a tutti i costi il peggiore dei loro ospiti, chi ti risponde male, chi non si fa mai trovare, chi ti tratta come una barbona in cerca d'aiutante.
"Volontari senza volontà", ecco come li chiamai. Ogni volta il mio cuore si stringeva sempre più e la speranza di avere un altro compagno di vita, si facevano sempre più fievoli. Torno a Roma, la casa è grande e c'è tanto giardino per Black, ma gioca da solo. Ripenso a quanto sarebbe stato bello poter avere, sia io che lui, un altro amico con cui condividere momenti di gioia. Ritrovo il coraggio di cercare. Trovo lager e rigide guardie!
Vado via ogni volta piangendo, e giurando che mai più metterò né piede né cuore in un canile. Come ultima ratio chiedo al mio veterinario se può indicarmi qualcuno di sua conoscenza che possa farmi adottare un amico a 4 zampe.
Mi viene subito dato il numero telefonico di una certa Sig.ra Albertine. Tentenno qualche secondo prima di chiamare, non voglio più soffrire, ma il cuore prende il sopravvento. Una dolcissima voce, dal piacevole accento straniero, mi parla dei suoi 40 amici. Rimango lì incantata a sentir parlare il cuore. Non vedevo quella donna ma dalla voce piena d'amore mi sembrava di vedere Cream, Alice, Ellen, Ringo, Cloè e tutti quelli di cui mi parlava. Quel giorno la schiena dolorante non mi consente il tragitto per andare a trovare i piccoli ma Albertine si propone di passare a prendermi.
Non credo alle mie orecchie, non credo più a volontari di volontà; ho mal di schiena e non vado! Ma una forza misteriosa, forse quella voce dolce e gentile, mi trascina. Albertine viene a prendermi. Durante tutto il tragitto ascolto il cuore di quella donna che parla ancora dei suoi 40 bimbi. Mi parla delle sue colleghe come fossero le sue più grandi amiche. Ci stiamo avvicinando al canile, il cuore batte. Sto per vedere un altro lager. Niente di più paradossalmente paradisiaco credo d'aver mai visto in quest'ultimo anno. Si, è vero, è sempre un canile ma sembra d'essere a casa di grandi e belle donne che hanno tanti cani. E' come una festa. Conosco Barbara, dolce e forte nello stesso tempo dal caratteristico e strabiliante modo anglo/romanesco di parlare. La simpaticissima e forte Vanda. Mi metto a ridere e scherzare con loro, mi danno consigli, mi fanno girare per il pulito canile presentandomi uno ad uno tutti i loro piccoli e sereni ospiti. Nessuno di loro è aggressivo e per ognuno di loro carezze, baci e scherzi. In coppia fanno uscire gli amici e li portano a me, su una verde collina. Io, Albertine, Barbara e tutte ci mettiamo sedute per terra.
E' impossibile scegliere uno di quei meravigliosi cani puliti e profumati, ben nutriti e sani. Mi tranquillizzano, mi dicono che devo esser certa, che non c'è fretta, che loro son li per questo, mi raccontano tutto del carattere di quei grandi amici. Ad un tratto vedo lei, già vista nella sua cuccia con quella faccia da smorfiosetta, Smorfia! Anche questa volta, lei ha scelto me. Oggi Malaga, adesso è questo il suo nome, vive con noi dal 2 giugno ma è come se fossimo insieme da sempre. Gioca con Black, corre in giardino, ha la sua bella pappa ed è dolcissima.
I cani sono come delle spugne: assorbono l'energia e gli umori di chi sta intorno a loro.
Albertine e tutte le sue amiche, volontarie con volontà, irradiano amore e serenità e tutti i loro piccoli 42 ospiti vivono felici. So che a qualcuno, abituato forse a vivere nella tristezza, nella solitudine e nel vuoto, tutto questo amore e questa bellezza dà fastidio e cerca di far perdere le forze morali a splendide donne che non demorderanno mai. Finchè nel mondo ci saranno persone come loro, con il loro cuore, la speranza di una civilizzazione rimarrà viva. Ed allora grazie Cinzia, grazie Albertine, grazie Barbara, grazie Vanda, Cristina, Gio, Giusi e tutte voi che quotidianamente dedicate il vostro amore ai più grandi nostri amici, a voi che create la speranza in un futuro migliore.
A voi che non vi perdete d'amino nelle difficoltà perchè negli sguardi sereni dei nostri amici trovate la forza di combattere chi invece vuole che il mondo sia fatto di cattiveria, di solitudine. A voi che non guardate la razza ma il cuore dei nostri amici.

A Voi, Grazie, Grazie, aiutateci a crescere.
Cristina Giuffrida.

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